Eurochocolate 2011: Non si vive di soli ricordi
La diciottesima edizione, l'anno della maggiore età del festival e dei 150 anni dell'Unità d'Italia
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Eurochocolate 2011 è stata l'edizione della maggiore età. Dal 14 al 23 ottobre 2011 il festival internazionale del cioccolato di Perugia ha festeggiato i suoi diciotto anni nel centro storico della città, con un claim che suonava insieme come un bilancio e come una promessa: "Non si vive di soli ricordi". Era anche l'anno in cui l'Italia celebrava i centocinquant'anni dell'Unità, e Eurochocolate lo ha ricordato a modo suo, con un'Italia di cioccolato lunga più di tredici metri esposta alla Casa del Cioccolato Perugina di San Sisto.
Chi ha camminato per Perugia in quei dieci giorni ricorda soprattutto alcune immagini: la maxi cornice di cioccolato da 400 chili nel Teatro Pavone, trasformato per l'occasione in "Teatro dei Golosi"; i quattro scultori al lavoro in Corso Vannucci la domenica 16 ottobre; le bandiere dei Paesi produttori di cacao nei sotterranei della Rocca Paolina, con il Venezuela come ospite d'onore; la ChocoCard da sei euro con la sua cornicetta di cioccolato da mangiare. Ma l'edizione 2011 è stata anche molto altro: la prima con degustazioni pensate per i celiaci, una giornata dedicata a chi non vede e non sente, un ciclo di incontri con scrittori, una mostra di ceramiche a Torgiano, perfino un'obbligazione bancaria "al cioccolato".
In questa pagina ricostruiamo Eurochocolate 2011 come lo hanno raccontato i programmi e le cronache dell'epoca: il tema e il suo significato, il contesto di quell'anno, le installazioni, il percorso in città, le degustazioni, i Paesi del cacao, le iniziative per famiglie e scuole, gli incontri culturali, ciò che sappiamo e ciò che non sappiamo dei bilanci, e il filo che lega quell'edizione a Eurochocolate 2026. Le informazioni pratiche (orari, prezzi dei biglietti, numeri di telefono) si riferiscono al 2011 e oggi non sono più valide. Il quadro di tutte le edizioni è nella pagina Edizioni passate di Eurochocolate.

In questa guida
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Qual era il tema di Eurochocolate 2011? "Non si vive di soli ricordi"Ogni edizione di Eurochocolate ha un claim, una frase breve e quasi sempre giocata su un doppio senso, che dà il tono…Scopri di più
L'anno 2011: Italia, Perugia e il mondo del cacaoPer capire un'edizione di Eurochocolate conviene guardare anche fuori dagli stand. Il 2011 fu un anno denso, per…Scopri di più Quando e dove si è svolto Eurochocolate 2011?
La diciottesima edizione di Eurochocolate è stata presentata il 7 ottobre 2011 dal fondatore e presidente Eugenio Guarducci, una settimana prima dell'apertura. Nelle presentazioni riprese dalla stampa umbra, Guarducci sottolineava che la manifestazione "non si è mai fermata ai ricordi" e parlava di una raggiunta "piena maturità": diciotto anni, del resto, sono l'età in cui si diventa adulti, e il festival che nel 1994 era nato come un esperimento in una città di provincia era ormai uno degli eventi gastronomici più frequentati d'Italia.
L'edizione aveva il patrocinio della Regione Umbria, della Provincia e del Comune di Perugia e della Camera di Commercio. Occupava, come da tradizione, il cuore della città: le piazze IV Novembre, Italia, della Repubblica e Matteotti, Corso Vannucci, Largo della Libertà, i Giardini Carducci e quelli del Frontone, i sotterranei della Rocca Paolina, il Teatro Pavone, il Centro Camerale Galeazzo Alessi di via Mazzini, oltre ad alcuni luoghi esterni come la Casa del Cioccolato Perugina a San Sisto e il Centro Estetico Cacao a Pian di Massiano.
La scheda dell'edizione
| Voce | Eurochocolate 2011 |
|---|---|
| Edizione | 18ª |
| Date | 14-23 ottobre 2011 |
| Luogo | Centro storico di Perugia |
| Tema (claim) | "Non si vive di soli ricordi" |
| Anteprime | L'Aquila, 8-9 ottobre; "Aspettando Eurochocolate" al Soratte Outlet, vicino a Roma, nello stesso weekend |
| Giornata collegata | ChocoDay, 12 ottobre |
| Simbolo | La ChocoCornice, cornice di cioccolato fondente |
| Grande installazione | L'Italia di cioccolato, alla Casa del Cioccolato Perugina |
| Paese ospite di Eurochocolate World | Venezuela |
| Sculture dal vivo | Domenica 16 ottobre, Corso Vannucci |
| ChocoCard | 6 euro (prezzo 2011) |
| Edizione precedente | 2010 (scheda nella pagina madre delle edizioni passate) |
| Edizione successiva | Eurochocolate 2012, "iChoc, Applichiamoci" |
Un calendario lungo tre settimane
Una delle particolarità dell'edizione 2011 è che non cominciò davvero il 14 ottobre. Il festival si aprì una settimana prima, e lontano da Perugia. L'8 e 9 ottobre si tenne all'Aquila un'anteprima di Eurochocolate, voluta dalle istituzioni locali e in particolare dalla Provincia dell'Aquila per sostenere la rinascita di un territorio ancora segnato dal terremoto dell'aprile 2009 e per rilanciare la tradizione dolciaria abruzzese. Nello stesso fine settimana, al Soratte Outlet Shopping, a pochi chilometri da Roma, si svolgeva "Aspettando Eurochocolate", una sorta di vetrina per il pubblico laziale.
Il 12 ottobre era la volta del ChocoDay, la giornata nazionale del cacao e del cioccolato di qualità, di cui parliamo più avanti. Poi, venerdì 14 ottobre, l'apertura a Perugia, con dieci giorni pieni fino a domenica 23 ottobre e due fine settimana completi: quello del 15-16 e quello del 22-23 ottobre, nei quali si concentravano molte delle iniziative per famiglie. In mezzo, cinque giorni feriali che il programma riempiva con appuntamenti mirati: la Giornata Divergente del lunedì, la tavola rotonda sul diabete del martedì, il summit internazionale dei produttori del mercoledì, la Serata di Gola del giovedì.
Anche alcune iniziative "satellite" partivano prima e finivano dopo: il centro commerciale Gherlinda di Ellera di Corciano, alle porte di Perugia, ospitava ChocoCornici e una hostess Kodak per le fotografie già dall'8 ottobre; il concorso "Krystal iChoc" del Monte dei Paschi di Siena era aperto dal 3 al 31 ottobre; i Chocobond della Banca Popolare di Spoleto si potevano sottoscrivere fino al 31 ottobre; la mostra "Chicchere oggi" al Museo del Vino di Torgiano restava aperta fino al 20 novembre.
Che cosa c'era nel 2011, in breve
Per chi cerca un colpo d'occhio prima di entrare nei dettagli, questi sono gli elementi che le cronache e i programmi di Eurochocolate 2011 mettevano in primo piano:
- il Chocolate Show, la grande area commerciale distribuita nel centro storico, con un'area senza glutine curata da AIC Umbria;
- il Teatro dei Golosi, cioè il Teatro Pavone, con la maxi cornice di cioccolato, la Boutique del Cioccolato, la Cioccolateria e l'Osteria di Eurochocolate;
- l'Italia di cioccolato alla Casa del Cioccolato Perugina, visitabile insieme al museo e alla fabbrica dei Baci;
- le sculture di cioccolato dal vivo in Corso Vannucci, domenica 16 ottobre;
- Eurochocolate World nella Rocca Paolina, con il Venezuela Paese ospite e il summit "In the HeartH of Chocolate";
- le degustazioni guidate di Cioccolato a 360° al Centro Camerale G. Alessi;
- Borgo Bello & Buono, la festa dei due fine settimana nel quartiere di Borgo Bello, tra Corso Cavour e Borgo XX Giugno, con attività per famiglie;
- Cioccolata con l'Autore, dieci incontri con scrittori, uno al giorno;
- la ChocoCard da 6 euro con omaggi, sconti e concorso.

Qual era il tema di Eurochocolate 2011? "Non si vive di soli ricordi"
Ogni edizione di Eurochocolate ha un claim, una frase breve e quasi sempre giocata su un doppio senso, che dà il tono alla comunicazione dell'anno. Quello del 2011, "Non si vive di soli ricordi", è uno dei più riusciti perché funziona su almeno tre livelli contemporaneamente.
Il gioco di parole
Il primo livello è linguistico. La frase ricalca un detto che tutti gli italiani conoscono: "non si vive di solo pane", eco del passo evangelico "non di solo pane vivrà l'uomo". Nel proverbio il pane è il nutrimento materiale, e il senso è che all'uomo serve anche altro: affetti, idee, spiritualità. Il claim di Eurochocolate rovescia il gioco. Al posto del pane mette i ricordi, cioè il nutrimento immateriale per eccellenza, e lascia intendere che anche di quelli, da soli, non si vive: serve qualcosa di concreto, di presente, di buono da mangiare. Il cioccolato, appunto.
C'è poi una sfumatura ulteriore, tipica dell'ironia del festival. "Vivere di ricordi" è un'espressione che in italiano ha un retrogusto malinconico: la usa chi pensa che il meglio sia ormai alle spalle. Dire che "non si vive di soli ricordi" significa invece guardare avanti, rifiutare la nostalgia come stato d'animo permanente. È un invito all'azione, anzi all'assaggio.
Diciotto anni: la maggiore età del festival
Il secondo livello è autobiografico. Nel 2011 Eurochocolate compiva diciotto anni, l'età in cui in Italia si diventa maggiorenni. Le presentazioni dell'epoca giocavano apertamente su questo passaggio: il festival "diventa maggiorenne", e il fondatore Eugenio Guarducci spiegava che la manifestazione non si era mai fermata ai ricordi ma era cresciuta a ogni esperienza, fino a raggiungere la "piena maturità".
Diciotto edizioni significavano già una memoria considerevole. Le grandi tavolette da record, le sculture monumentali, il periodo torinese dei primi anni Duemila, l'invenzione della ChocoCard, la crescita dell'area dedicata ai Paesi produttori: c'era materiale a sufficienza per un'edizione celebrativa, tutta rivolta al passato. Il claim diceva il contrario. I ricordi ci sono, e sono preziosi, ma il festival vuole continuare a inventare. Non a caso, tra le iniziative del 2011 c'erano diverse novità assolute: le prime degustazioni senza glutine, la giornata per non udenti e non vedenti, l'applicazione per smartphone, il gruppo di food blogger che raccontava l'evento in diretta.
Anche la Serata di Gola, la festa degli Eurochocolate Awards del 20 ottobre, era costruita attorno al compleanno: secondo il programma, al termine della serata veniva servita una torta per il diciottesimo compleanno della manifestazione, preparata dalla pasticceria Piselli, con diciotto candeline.
Il 150° dell'Unità d'Italia
Il terzo livello è nazionale. Il 2011 era l'anno delle celebrazioni per i centocinquant'anni dell'Unità d'Italia: il 17 marzo 1861 era stato proclamato il Regno d'Italia, e il 17 marzo 2011 fu festa nazionale. Per tutto l'anno le città italiane ospitarono mostre, concerti, rievocazioni, e il discorso pubblico fu attraversato da una domanda ricorrente: che cosa significa, oggi, la memoria del Risorgimento?
In questo contesto, "Non si vive di soli ricordi" suonava anche come un commento, garbato e ironico, al clima dell'anniversario. Celebrare il passato va bene, sembrava dire il festival, ma il Paese ha bisogno anche di guardare al futuro. E la risposta "dolce" di Eurochocolate fu l'Italia di cioccolato: una penisola fondente con un monumento simbolo per ogni regione, cioè un ricordo collettivo trasformato in qualcosa che si poteva vedere, fotografare e, almeno idealmente, assaggiare.
Il simbolo dell'edizione: una cornice
Il claim si accompagnava a un oggetto simbolo perfettamente coerente: la ChocoCornice, una cornice di cioccolato fondente. La cornice è l'oggetto in cui si conservano i ricordi, le fotografie di famiglia, i momenti da non dimenticare. Farla di cioccolato, cioè di una materia destinata a essere mangiata, è un piccolo paradosso poetico: il ricordo c'è, ma lo si può anche gustare, e consumare.
La cornice esisteva in due formati. Quello "da tasca" era il gadget ufficiale 2011, una cornicetta di cioccolato fondente da 200 grammi personalizzabile con una fotografia, che i possessori della ChocoCard ricevevano in omaggio e che grazie al packaging restava commestibile. Quello monumentale era la maxi cornice di 2 metri per 3 e 400 chili di cioccolato, illuminata da una Choco Lamp alta 6 metri, allestita insieme a Kodak nel Teatro Pavone: i visitatori con la ChocoCard potevano farsi fotografare dentro la cornice e ricevere subito la stampa, da inserire a sua volta nella cornicetta di cioccolato. Un'applicazione per Facebook permetteva di condividere le foto.
La scelta di Kodak come partner aveva una sua logica: era il marchio che per generazioni aveva identificato la fotografia di famiglia, cioè i ricordi per antonomasia. A rileggerla oggi, la collaborazione ha anche un sapore malinconico: pochi mesi dopo, nel gennaio 2012, la Eastman Kodak avrebbe chiesto negli Stati Uniti la protezione dai creditori, travolta proprio dalla transizione al digitale che in quegli anni stava cambiando il modo di conservare le immagini.
Comunicare un festival nel 2011
Il 2011 è un anno di passaggio anche per la comunicazione. Gli smartphone si stavano diffondendo rapidamente, i social network erano ormai di massa, e Eurochocolate ne prese atto con alcune iniziative che anticipavano il tema dell'anno successivo, quel "iChoc, Applichiamoci" interamente dedicato alla tecnologia.
La pagina Facebook del festival, battezzata con un gioco di parole "FaceCiok", aveva superato secondo il programma i 18.000 fan. Venne lanciata una Eurochocolate App per iOS e Android, sviluppata da KitendoLab (con ViaGemella1, secondo il comunicato ufficiale), che permetteva di inserire le proprie foto in una cornice di cioccolato virtuale e di condividerle: la versione digitale del simbolo dell'edizione. Un gruppo di food blogger italiane seguiva l'evento in diretta, coordinato dalla giornalista Francesca Martinengo. E il concorso "Piacere… Eurochocolate", lanciato alla BIT di Milano, invitava il pubblico a proporre i nomi per i due bambini del logo del festival: i nomi più votati sul sito ufficiale avrebbero fatto vincere un viaggio per due persone in Messico. Le fonti consultate non riportano quali nomi siano stati scelti.
L'economia del rossetto
C'è infine una lettura economica del tema, suggerita dalle stesse presentazioni dell'edizione. Nel 2011 l'Europa era nel pieno della crisi dei debiti sovrani, e l'Italia ne avrebbe sentito tutto il peso proprio nell'autunno di quell'anno. Il comunicato ripreso da Tuttoggi richiamava la cosiddetta "economia del rossetto": l'idea, nota agli economisti come lipstick effect, che nei periodi di crisi i consumatori rinuncino agli acquisti costosi ma continuino a concedersi piccoli lussi accessibili. Il cioccolato, "accessibile" e "indulgente", era secondo questa logica il candidato ideale per un'edizione da record. "Non si vive di soli ricordi", in questa chiave, era anche un invito a non lasciarsi abbattere: un piccolo piacere quotidiano come antidoto al pessimismo.

L'anno 2011: Italia, Perugia e il mondo del cacao
Per capire un'edizione di Eurochocolate conviene guardare anche fuori dagli stand. Il 2011 fu un anno denso, per l'Italia e per il mercato del cacao, e diversi elementi del programma acquistano un senso più pieno se letti in quel contesto.
Un Paese che festeggia e che si preoccupa
Il 2011 italiano ebbe due volti. Da una parte le celebrazioni del centocinquantenario, con la festa nazionale del 17 marzo, le bandiere tricolori alle finestre e un rinnovato interesse per la storia nazionale. Dall'altra una crisi economica sempre più pesante: nell'estate e nell'autunno del 2011 la crisi dei debiti sovrani colpì duramente anche l'Italia, con lo spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi diventato per mesi un argomento da prima pagina, fino al cambio di governo di metà novembre.
Eurochocolate 2011 si collocò esattamente nel mezzo di questa stagione, e il programma ne porta qualche traccia. L'Italia di cioccolato rispondeva al primo volto, quello celebrativo. L'insistenza sull'"economia del rossetto", le promozioni, perfino l'idea di un'obbligazione bancaria abbinata al cioccolato, i Chocobond della Banca Popolare di Spoleto, presentati come i primi bond "a non lasciare l'amaro in bocca", rispondevano al secondo, con l'ironia leggera tipica del festival.
Perugia e il Risorgimento
Il tema dell'Unità aveva a Perugia una risonanza particolare. La città conserva una memoria viva del Risorgimento: nel giugno 1859 i perugini insorsero contro il governo pontificio e il 20 giugno le truppe svizzere al servizio del papa ripresero la città con una dura repressione, ricordata come le "stragi di Perugia". Nel settembre 1860 le truppe piemontesi entrarono in città e Perugia fu annessa al Regno d'Italia. La parte superiore della Rocca Paolina, simbolo del potere papale, fu demolita negli anni successivi, e al suo posto sorsero il Palazzo della Provincia, Piazza Italia con il monumento equestre a Vittorio Emanuele II e i Giardini Carducci.
Sono proprio i luoghi in cui Eurochocolate si svolge da sempre. Nel 2011 Piazza Italia ospitava i giochi di Milka, la "manona" di Motta, la Ciobar Band e gli stand delle aziende partner; i sotterranei della Rocca Paolina accoglievano i Paesi produttori di cacao; i Giardini Carducci le attività di Yoga Fruttycao. In un certo senso il festival del centocinquantenario si svolgeva sopra e dentro i luoghi stessi dell'Unità perugina. Anche il nome di uno dei quartieri coinvolti, Borgo XX Giugno, il "Borgo Bello" in cui si teneva Borgo Bello & Buono, ricorda la data del 1859. La storia della città è raccontata più in dettaglio nella nostra guida a Perugia, citata anche più avanti.
L'Aquila, due anni dopo il terremoto
L'anteprima dell'8 e 9 ottobre all'Aquila va letta alla luce del terremoto del 6 aprile 2009, che aveva devastato il capoluogo abruzzese. Nel 2011 la ricostruzione del centro storico era ancora lontana, e le iniziative capaci di riportare persone e attenzione in città avevano un valore che andava oltre l'evento in sé. Secondo le presentazioni dell'epoca, l'anteprima era stata voluta dalle istituzioni locali, in particolare dalla Provincia dell'Aquila, per sostenere la rinascita del territorio e rilanciarne la tradizione dolciaria. Le fonti consultate non riportano il programma dettagliato né i numeri di quell'anteprima.
Il cacao nel 2011: la crisi ivoriana
Sul fronte delle materie prime, il 2011 si aprì con una crisi che toccò direttamente il mondo del cioccolato. La Costa d'Avorio, primo produttore mondiale di cacao, era precipitata in una grave crisi politica dopo le elezioni presidenziali del novembre 2010, contese tra il presidente uscente Laurent Gbagbo e Alassane Ouattara. Il 24 gennaio 2011 Ouattara annunciò il blocco per un mese delle esportazioni di caffè e cacao, per togliere risorse al rivale: i prezzi del cacao sui mercati internazionali salirono subito. La crisi si chiuse con le armi: l'11 aprile 2011 Gbagbo fu arrestato ad Abidjan, e nel novembre dello stesso anno fu trasferito alla Corte penale internazionale.
Le fonti che abbiamo consultato non forniscono quotazioni precise per il 2011, e preferiamo non indicare cifre che non abbiamo potuto verificare. Ma il dato di fondo è chiaro: nei mesi che precedettero Eurochocolate 2011, il prezzo del cacao era stato al centro delle cronache economiche, e la dipendenza della filiera mondiale da pochi Paesi dell'Africa occidentale era diventata evidente anche al grande pubblico. È lo stesso tema, in forme diverse, che si sarebbe riproposto con forza negli anni Venti, quando i prezzi del cacao hanno raggiunto livelli senza precedenti.
In questo quadro, la scelta di dedicare il summit internazionale del festival alla qualità del cacao e alla differenziazione del mercato, e di invitare come Paese ospite il Venezuela, culla del pregiato Criollo, assume un significato preciso: valorizzare il cacao di eccellenza, prodotto in quantità minori ma pagato meglio, come alternativa alla pura logica dei volumi. Ne parliamo nella sezione su Eurochocolate World.
Torino e il "cugino" CioccolaTò
Un'ultima curiosità di contesto. Nel 2011 il gruppo di Eugenio Guarducci aveva preso in carico anche l'organizzazione di CioccolaTò, la manifestazione torinese dedicata al cioccolato, nata nel 2003 dopo che Eurochocolate era stato ospitato a Torino dal 2000 al 2002. Secondo la voce di Wikipedia dedicata alla manifestazione torinese, la gestione del gruppo di Guarducci durò dal 2011 al 2015. Non stupisce allora che il programma di Eurochocolate 2011 prevedesse, venerdì 21 ottobre, la presentazione di CioccolaTò 2012: Perugia diventava anche la vetrina della "sorella" piemontese.

L'Italia di cioccolato e le grandi installazioni del 2011
Ogni edizione di Eurochocolate ha le sue opere "da fotografare", quelle che i visitatori ricordano anche a distanza di anni. Nel 2011 furono soprattutto tre: l'Italia di cioccolato, la maxi cornice con la Choco Lamp e le sculture dal vivo di Corso Vannucci. A queste si aggiungevano le installazioni dei grandi marchi nelle piazze.
L'Italia di cioccolato alla Casa del Cioccolato Perugina
L'opera più ambiziosa dell'edizione non si trovava in centro, ma a San Sisto, il quartiere alla periferia di Perugia dove sorge lo stabilimento Perugina, a circa cinque chilometri dal centro storico. Il 12 ottobre 2011, due giorni prima dell'apertura del festival, la Nestlé aprì le porte della Casa del Cioccolato Perugina per presentare l'Italia di cioccolato, una scultura creata per celebrare i centocinquant'anni dell'Unità d'Italia e visibile in esclusiva, durante Eurochocolate, ai partecipanti alla visita guidata dello stabilimento.
Secondo la cronaca di Umbria24 di quel giorno, l'opera era stata realizzata da un team di artisti guidato da Andrea Gaspari, era lunga 13,5 metri, pesava 14 tonnellate ed era interamente in cioccolato fondente. Riproduceva la penisola italiana con venti monumenti, uno per ogni regione. Alla presentazione erano presenti Giuseppe Lomurno, allora assessore al Commercio del Comune di Perugia, e Antonio Carstulovich, direttore generale della divisione dolciaria di Nestlé Italia, che definì l'iniziativa un "importante traguardo" per una struttura resa così "ancora più prestigiosa e affascinante".
Un reportage della rivista Latitudes, pubblicato a novembre 2011, aggiunge alcuni dettagli preziosi. L'Italia di cioccolato era allestita in un grande capannone davanti allo stabilimento, e ogni capoluogo di regione vi era rappresentato dal suo monumento simbolo: tra quelli citati, il Duomo di Milano, la Mole Antonelliana di Torino, la Lanterna di Genova, la Torre di Pisa, il Colosseo, la Valle dei Templi di Agrigento e i nuraghi sardi. Immaginare l'Italia intera in miniatura, dalle Alpi alla Sicilia, con i suoi monumenti più celebri modellati nel fondente, rende bene l'idea di che cosa significasse quell'opera nell'anno del centocinquantenario: una specie di carta geografica commestibile dell'identità nazionale.
La visita alla Casa del Cioccolato, secondo il programma, costava 5 euro ed era gratuita fino a 13 anni, con prenotazione obbligatoria al numero verde della Perugina. Comprendeva il Museo Storico, il percorso nella fabbrica dei Baci, una degustazione e le dimostrazioni dei Maestri Cioccolatieri della Scuola del Cioccolato.
La Casa del Cioccolato nel 2011
Per molti visitatori la gita a San Sisto era una scoperta. La Casa del Cioccolato, secondo la stessa cronaca di Umbria24, era stata aperta per la prima volta nel 2007, in occasione dei cento anni della Perugina, e accoglieva oltre 65.000 visitatori l'anno: l'articolo la indicava come il secondo museo industriale italiano per numero di visite, dopo quello della Ferrari.
Il Museo Storico, racconta Latitudes, era nato nel 1997 per il novantesimo anniversario dell'azienda e si articolava in una trentina di teche con fotografie, documenti e confezioni provenienti dall'Archivio Storico Buitoni-Perugina, oltre a macchinari d'epoca, cabosse, semi di cacao e la riproduzione degli strumenti usati dagli Aztechi per lavorare il cacao. Il percorso raccontava le figure di Giovanni Buitoni e di Luisa Spagnoli, che nel 1922 ideò il Bacio e promosse un asilo nido per i figli delle lavoratrici; ripercorreva la storia della pubblicità, da Carosello al celebre concorso dei "Quattro Moschettieri" degli anni Trenta e alla caramella Rossana; e ospitava il set dei film Lezioni di cioccolato. Per un'edizione intitolata ai ricordi, la visita al museo di un'azienda centenaria era quasi una tappa obbligata: lì la memoria dolciaria di Perugia era esposta in vetrina.
Nel 2011 la Scuola del Cioccolato proponeva corsi brevi, di poche ore, per realizzare dolci al cioccolato; tra le novità della stagione 2011-2012 c'era un corso dedicato al Bacio Bianco, la versione al cioccolato bianco che proprio in quei giorni debuttava al festival.
La maxi cornice e la Choco Lamp nel Teatro dei Golosi
Se l'Italia di cioccolato era l'opera "istituzionale", la maxi cornice era il simbolo popolare dell'edizione. L'iniziativa si chiamava "Un evento da incorniciare" ed era realizzata con Kodak nel Teatro Pavone, lo storico teatro all'italiana di Piazza della Repubblica, che per la durata del festival veniva ribattezzato "Teatro dei Golosi".
La cornice misurava 2 metri per 3 e pesava 400 chili, tutti di cioccolato. A illuminarla c'era una Choco Lamp, una lampada di cioccolato alta 6 metri: una versione gigante dell'altro oggetto firmato Eurochocolate dell'anno, la lampada di cioccolato in vendita come gadget. Secondo il programma pubblicato da Umbria24, i possessori della ChocoCard potevano accedere al set fotografico dal lunedì al venerdì, farsi ritrarre dentro la cornice e ricevere la stampa, da inserire poi nella cornicetta di cioccolato che faceva parte degli omaggi della card. Le fonti non specificano se nei fine settimana il set fosse aperto con modalità diverse.
È difficile immaginare un'installazione più coerente con il tema. Un ricordo (la foto), incorniciato in una cornice che si può mangiare, all'interno di un teatro settecentesco, cioè uno dei luoghi in cui la città conserva la propria memoria: "non si vive di soli ricordi" diventava un'esperienza fisica.
Le sculture di cioccolato del 16 ottobre
Le sculture di cioccolato dal vivo sono uno dei riti più amati del festival, e nel 2011 si tennero domenica 16 ottobre, dalle 10 alle 18.30, in Corso Vannucci. Il programma ufficiale le presentava come "Sculture di cioccolato by Nestlé Perugina": la Perugina forniva il cioccolato, gli artisti lo trasformavano davanti al pubblico.
Quattro scultori lavorarono ciascuno un blocco di cioccolato fondente da un metro cubo, ispirandosi al claim "Non si vive di soli ricordi". Il programma pubblicato da Umbria24 riporta i loro nomi: Massimo Arzilli, Giuseppe Friscia, Graziano Marini e Carlo Pizzichini. Le fonti che abbiamo consultato non descrivono i soggetti delle quattro opere né il loro destino dopo la giornata: di solito, a Eurochocolate, le schegge di cioccolato che volano via dai blocchi finiscono nelle mani del pubblico, ma per il 2011 non abbiamo trovato una cronaca che lo confermi.
La tecnica, invece, è nota. Si parte da un blocco squadrato, si sbozza la forma con strumenti da scultore, scalpelli, sgorbie, raspe, a volte piccoli seghetti, e si rifinisce con attrezzi più fini. Il cioccolato fondente è un materiale insieme duro e fragile, sensibile alla temperatura e all'umidità: in una giornata di sole lungo il corso, la superficie si ammorbidisce, mentre all'ombra resta compatta. Lavorare un metro cubo in poche ore, davanti a migliaia di persone, richiede esperienza e un progetto chiaro fin dall'inizio.

Le installazioni dei marchi nelle piazze
Accanto alle opere principali, le aziende partner portavano in piazza installazioni e giochi pensati per farsi fotografare. Le principali, secondo i programmi dell'epoca:
- Perugina in Piazza IV Novembre presentava "Il Bacio che non ti aspetti", la versione del Bacio al cioccolato bianco, che debuttava a Perugia in una scatola gigante, accompagnata dal concorso "Baciati dalla Fortuna".
- Lindt, sempre in Piazza IV Novembre, lanciava il Gold Bear, l'orsetto di cioccolato, con un concorso che metteva in palio ogni giorno 500 orsetti da 100 grammi.
- Caffarel portava il suo gianduiotto maxi, una nuova versione al caffè e un caricaturista che ritraeva i visitatori, con degustazioni alle 18.
- Pan di Stelle in Largo della Libertà proponeva di creare la propria stella "da far volare", una mongolfiera in cui farsi fotografare e una nuova linea di oggetti, oltre alla barretta Pan di Stelle che debuttava al festival.
- Milka girava per il centro con l'iniziativa "Extra-Golose", tre tunnel gonfiabili itineranti, e in Piazza Italia proponeva con Philadelphia il gioco-quiz "Esiste davvero?".
- Motta animava Piazza Italia con l'esperienza del Tartufone ("Tartufone Mi Piace!"), una grande "manona" con il pollice alzato in stile social network, tatuaggi omaggio e la condivisione su FaceCiok, e faceva girare per il centro il trenino Motta Rossa con l'orsetto Birillo.
- Novi organizzava in Piazza della Repubblica "Cioccolato da urlo!".
Erano installazioni effimere, ma raccontano bene un'epoca: quella in cui il festival era il luogo in cui i grandi marchi italiani e internazionali del cioccolato presentavano le loro novità al pubblico, con una forte componente di gioco e spettacolo. Il confronto con le edizioni recenti, più orientate all'esperienza e alla manualità, è uno dei fili che riprenderemo nella sezione sull'eredità dell'edizione.
Un'altra "scultura da record"?
Un blog umbro attribuisce al 2011 anche un Guinness per la scultura di cioccolato più grande del mondo, descritta come la riproduzione di un'antica casa umbra di oltre dieci tonnellate. Non abbiamo trovato conferme di questa notizia nelle cronache dell'epoca né nei programmi ufficiali, che per il 2011 parlano solo dell'Italia di cioccolato, della maxi cornice e delle sculture dal vivo. Potrebbe trattarsi di una confusione con l'Italia di cioccolato dello stesso anno: la segnaliamo per completezza, ma senza darla per certa.
Il percorso di Eurochocolate 2011 a Perugia: piazze, teatro e Rocca
Eurochocolate è, prima di tutto, una passeggiata. Il centro storico di Perugia si sviluppa su un crinale, e il festival lo occupa da un capo all'altro: dalle scale mobili della Rocca Paolina a Piazza IV Novembre, con deviazioni verso il Mercato Coperto, via Mazzini e, nei fine settimana, il quartiere di Borgo Bello. Ricostruiamo il percorso del 2011 come un visitatore avrebbe potuto percorrerlo, seguendo i programmi pubblicati in quei giorni.
Arrivare: parcheggi, navette e minimetrò
Il giorno dell'apertura, secondo Umbria24, il centro storico era chiuso al traffico e treni e minimetrò erano affollati. Autobus dedicati collegavano la stazione ferroviaria a Piazza Partigiani, e nei dintorni della città erano stati allestiti parcheggi con servizio navetta. La polizia stradale segnalava traffico in aumento, ma nessuna situazione critica, e la polizia municipale riferiva che tutto era sotto controllo. Il cielo era sereno, con una fredda tramontana che spazzava Corso Vannucci.
Il minimetrò, entrato in servizio nel 2008, era al suo quarto Eurochocolate. Dal grande parcheggio di Pian di Massiano portava i visitatori fino al Pincetto, a due passi da Piazza Matteotti. Proprio a Pian di Massiano, nel 2011, si trovavano due punti del festival: l'Infopoint turistico di "Umbria. Non solo cioccolato", allestito da Regione e APT, e il Centro Estetico Cacao della ChocoFarm, di cui parliamo più avanti. Chi arrivava invece da Piazza Partigiani saliva con le scale mobili attraverso i sotterranei della Rocca Paolina, passando accanto ai sotterranei che ospitavano Eurochocolate World.
Oggi le modalità di accesso sono cambiate in molti dettagli: le informazioni aggiornate per il 2026 sono nella pagina Come arrivare a Eurochocolate.

Piazza Italia e i Giardini Carducci
Sbucando dalla Rocca si arrivava in Piazza Italia, una delle piazze più animate del festival. Qui, secondo il programma, si trovavano il gioco-quiz di Philadelphia con Milka, l'area Motta con il Tartufone e la manona "I like", la Ciobar Band di Cameo e gli stand di Monte dei Paschi di Siena, Hera Comm, Telepass e OKcom. La Ciobar Band era una delle trovate più divertenti dell'anno: i visitatori formavano una band improvvisata e si esibivano sulle note del jingle, e i video migliori venivano pubblicati sul sito.
Il concorso del Monte dei Paschi, "Krystal iChoc", metteva in palio cento set della collezione iChoc, accessori per tablet, computer e smartphone, oltre a notebook Acer come premi principali. Hera Comm, società del gruppo Hera, era sponsor di Eurochocolate per la prima volta.
Accanto, i Giardini Carducci, con il loro belvedere sulla valle, ospitavano i giochi di Yoga Fruttycao di Conserve Italia, i succhi di frutta con cacao che debuttavano al festival.
Largo della Libertà
Dalla parte opposta di Piazza Italia, in Largo della Libertà, si concentravano altri marchi: Pan di Stelle con la stella e la mongolfiera; Fabbri con le CioccoCiliegie, ciliegie al liquore di cacao, e il Chococioc Zero, una cioccolata calda a zero calorie e senza zuccheri aggiunti servita durante un "happy hour"; illyquore, il liquore al caffè nato dalla collaborazione tra illy e Campari, con degustazioni ogni giorno alle 15; e lo spazio di Dolcidee.it, la community di ricette di Cameo e Paneangeli, dove un maestro pasticcere preparava dolci in diretta e dava consigli al pubblico. Fabbri era presente anche in Piazza Matteotti.
Corso Vannucci
Il Corso, come lo chiamano i perugini, era l'asse del Chocolate Show, la grande area commerciale con prodotti al cioccolato italiani e stranieri, aperta tutti i giorni dalle 9 alle 21 e il sabato fino alle 23. Qui, oltre alle sculture del 16 ottobre, si trovavano il Dog Choco Stand di Vitakraft, con snack e "praline" studiati apposta per i cani, e la sede della Banca Popolare di Spoleto al civico 30, che ospitava ogni giorno alle 18 gli incontri di "Cioccolata con l'Autore" e le iniziative legate ai Chocobond. Lungo il corso c'era anche Eraclea, con la sua cioccolata calda in 32 gusti monodose.
Piazza della Repubblica e il Teatro dei Golosi
A metà del Corso si apre Piazza della Repubblica, dove nel 2011 Novi proponeva "Cioccolato da urlo!". Sulla piazza si affaccia il Teatro Pavone, che diventava il Teatro dei Golosi. Oltre alla maxi cornice di Kodak, il teatro ospitava:
- la Boutique del Cioccolato, riaperta per l'occasione, con cioccolati premiati dalla Academy of Chocolate di Londra;
- la Cioccolateria, nel primo ordine di palchi, con caffetteria, cioccolati della manifestazione e grappe;
- l'Osteria di Eurochocolate, nel secondo e terzo ordine di palchi, con prodotti tipici umbri e piatti della tradizione preparati dallo chef Salvatore Denaro, alla sua prima volta al festival;
- le dimostrazioni quotidiane del maestro cioccolatiere Simone De Castro per Yoga Fruttycao.
Mangiare un piatto umbro affacciati dai palchetti di un teatro settecentesco, con il profumo di cioccolato che sale dalla platea, è una di quelle esperienze che solo Eurochocolate sapeva inventare.
Piazza IV Novembre
In cima al Corso, Piazza IV Novembre, con la Fontana Maggiore, la Cattedrale di San Lorenzo e il Palazzo dei Priori, era il palcoscenico dei marchi più noti: la scatola gigante del Bacio Bianco Perugina, gli orsetti Lindt, il gianduiotto maxi di Caffarel. Nel Palazzo dei Priori, nella Sala della Vaccara, si tenne martedì 18 ottobre la tavola rotonda su diabete e cioccolato.
Via Mazzini, il Mercato Coperto e il Caffè di Perugia
Scendendo da Piazza della Repubblica verso via Mazzini si arrivava al Centro Camerale Galeazzo Alessi, sede delle degustazioni guidate di "Cioccolato a 360°". Sulla Terrazza del Mercato Coperto, affacciata sulla valle verso Assisi, c'era invece Spalm Beach, la "spiaggia" della crema spalmabile, con cioccolata spalmata su pane umbro dei forni Faffa dal 1851 e Molino Valigi, gratuita per i possessori di ChocoCard; nei weekend Spalm Beach si spostava anche ai Giardini del Frontone. Ogni giorno alle 18, al Caffè di Perugia, si potevano assaggiare i bonbon di Parmigiano Reggiano ricoperti di cioccolato fondente, uno degli abbinamenti dolce-salato più curiosi dell'anno.
Nei sotterranei: la Rocca Paolina
La Rocca Paolina, infine, ospitava tre aree: Eurochocolate World, dedicata ai Paesi produttori di cacao; la Città del Pane, con pani artigianali e merende golose; e "Ciock'è Bello Ciock'è Buono", che riuniva diciotto aziende della provincia di Perugia con degustazioni e vendita diretta, in collaborazione con la Camera di Commercio. Qui si svolgevano anche i laboratori per bambini di Equoscuola e dei Pasticcioni.
Fuori dal centro
Completavano la mappa del 2011 alcuni luoghi esterni: la Casa del Cioccolato Perugina a San Sisto; il Centro Estetico Cacao a Pian di Massiano, con i trattamenti viso e corpo al cioccolato della ChocoFarm, gratuiti su prenotazione; il centro commerciale Gherlinda a Ellera di Corciano; il Museo del Vino di Torgiano con la mostra "Chicchere oggi"; e Torgiano stessa, che il 22 e 23 ottobre ospitava il motoraduno "Il Cioccolato si mette in moto".

La ChocoCard 2011 e come si visitava il festival
L'accesso alle vie e alle piazze del festival era libero, come lo è sempre stato nelle edizioni nel centro storico. Lo strumento per vivere l'evento in modo più completo era la ChocoCard, che nel 2011 costava 6 euro. Secondo i programmi dell'epoca, dava diritto a:
- omaggi, tra cui la ChocoCornice, la cornicetta di cioccolato fondente da 200 grammi gadget ufficiale dell'edizione;
- la possibilità di farsi fotografare nella maxi cornice del Teatro dei Golosi;
- la cioccolata spalmata gratuita a Spalm Beach;
- sconti sui prodotti negli stand e negli esercizi pubblici convenzionati;
- la partecipazione al Concorso ChocoCard, con premi.
Abbiamo trovato anche una testimonianza diretta, quella di un visitatore americano che a novembre 2011 raccontò la sua giornata al festival su un blog ospitato dalla Penn State University. Con la card da 6 euro, scriveva, aveva ricevuto omaggi da alcuni stand selezionati: la cornice di cioccolato (che aveva mangiato), una cioccolata densa "simile a un budino", alcune barrette in miniatura e un liquore al cioccolato. Aveva poi comprato una banana ricoperta di cioccolato e una confezione di pasta "al cacao", che a casa non l'aveva convinta. Del festival le era rimasta soprattutto l'impressione di una città collinare fatta di stradine in pendenza ed edifici di pietra, raccolta senza essere opprimente.
Le degustazioni guidate di Cioccolato a 360° erano gratuite, mentre alcune attività richiedevano la prenotazione: le visite alla Casa del Cioccolato Perugina, i trattamenti della ChocoFarm, alcune iniziative di Borgo Bello & Buono. Le fonti non riportano un sistema di ingressi contingentati per il centro storico.
Per chi arrivava da lontano, già allora la formula più comoda era il viaggio organizzato con trasferimento incluso, che evitava la ricerca del parcheggio nei giorni di maggiore affluenza. È la formula che Club Magellano, agenzia indipendente che non è collegata all'organizzazione del festival, propone ancora oggi: i dettagli sono nella pagina Viaggio a Eurochocolate.
Degustazioni, novità e premi di Eurochocolate 2011
Al di là delle installazioni, Eurochocolate è soprattutto assaggio. Il programma del 2011 proponeva un calendario fitto di degustazioni guidate, laboratori del gusto e presentazioni di prodotti nuovi, con alcune scelte che all'epoca erano decisamente pionieristiche.
Cioccolato a 360°: il calendario delle degustazioni
Il cuore delle degustazioni guidate era "Cioccolato a 360°", ospitato nel Centro Camerale Galeazzo Alessi di via Mazzini e condotto da Monica Meschini, presentata come ChocoTaster ufficiale della manifestazione. Le degustazioni erano gratuite e seguivano uno schema quotidiano che, secondo il programma pubblicato da Umbria24 e il comunicato ufficiale, prevedeva:
| Ora | Degustazione |
|---|---|
| 10 (solo weekend) | Pane e cioccolata |
| 12 | Il cioccolato del Venezuela, Paese ospite |
| 15 | illyquore, il liquore al caffè di illy e Campari |
| 16 | Cioccolato senza glutine |
| 17 | Philadelphia con Milka |
| 18 | Caffarel, con il gianduiotto al caffè |
| 19 | Cioccolato e grappe, vietato ai minori di 18 anni |
È una scaletta che racconta bene lo spirito dell'edizione: si partiva dalla merenda più semplice e popolare, il pane con la cioccolata, si passava al cacao d'origine del Paese ospite, si attraversavano gli abbinamenti con il caffè e con i formaggi spalmabili, e si chiudeva la sera con i distillati. L'appuntamento delle 19, riservato ai maggiorenni, si inseriva nell'area Grappa e Cioccolato del Chocolate Show, con abbinamenti tra cioccolato e grappe italiane guidati da esperti.
I Laboratori del Gusto di Slow Food Umbria
Sabato 15 e sabato 22 ottobre, alle 11, Slow Food Umbria conduceva i suoi Laboratori del Gusto, dedicati all'incontro tra il cioccolato e i prodotti della regione. Il programma citava in particolare alcuni Presìdi Slow Food umbri: la Fagiolina del Trasimeno, il Sedano nero di Trevi, i Mazzafegati, la Roveja di Civita di Cascia e la Fava cottòra. Le fonti non descrivono nel dettaglio gli abbinamenti proposti, ma la presenza di prodotti così legati al territorio dice molto dell'intenzione di inserire il cioccolato in un racconto più ampio della gastronomia umbra.
Cioccolaté: il tè e il cacao
Domenica 16 e domenica 23 ottobre il programma prevedeva "Cioccolaté", appuntamenti dedicati ai rituali del tè abbinati al cioccolato. È un accostamento più comune nel mondo anglosassone che in Italia, ma molto interessante: le note tanniche e aromatiche di un buon tè nero o di un tè affumicato dialogano bene con il fondente, mentre i tè verdi più delicati si accompagnano meglio al cioccolato al latte o alle praline.
Le novità di prodotto
Nel 2011 Eurochocolate era ancora, in larga misura, la vetrina in cui l'industria dolciaria presentava le novità della stagione autunnale. Secondo Tuttoggi, debuttavano a Perugia:
- il Gold Bear di Lindt;
- il Bacio Bianco Perugina, presentato in una scatola gigante in Piazza IV Novembre;
- la barretta Pan di Stelle;
- tre nuove tavolette Milka, le "Extra Golose";
- la crema al cioccolato Philadelphia con Milka;
- i succhi di frutta con cacao Fruttycao di Yoga;
- le CioccoCiliegie e il Chococioc Zero di Fabbri.
Accanto alle novità, le "tradizioni" del festival: il giandujotto Caffarel, la cioccolata in tazza Eraclea, i bonbon di Parmigiano Reggiano ricoperti di fondente, le praline Tartufone e le barrette di riso soffiato MiniRì e MaxiRì di Motta, con l'orsetto Birillo protagonista di attività sportive, teatrali e di gioco.
Il cioccolato senza glutine e senza zuccheri
Una delle novità più significative del 2011 era meno appariscente delle altre. Per la prima volta, secondo le presentazioni dell'edizione, Eurochocolate proponeva degustazioni di cioccolato senza glutine dedicate ai celiaci. Nel Chocolate Show c'era un'area gluten free curata dall'AIC Umbria, l'Associazione Italiana Celiachia, e veniva presentata la "Chocopirina" in versione senza glutine. La degustazione delle 16 a Cioccolato a 360° era interamente dedicata al cioccolato senza glutine.
Il cioccolato puro, fatto di cacao, burro di cacao e zucchero, non contiene glutine, ma molti prodotti al cioccolato sì: biscotti, wafer, cereali, alcune farciture, oltre al rischio di contaminazione nella produzione. Per una persona celiaca un festival del cioccolato può quindi diventare un percorso a ostacoli, e un'area dedicata, con prodotti verificati, era una risposta concreta.
Sul fronte degli zuccheri, il Chococioc Zero di Fabbri, cioccolata calda a zero calorie e senza zuccheri aggiunti, e la tavola rotonda sul diabete del 18 ottobre segnalavano un'attenzione nuova verso chi deve controllare la glicemia. Sono temi che oggi sembrano scontati, ma nel 2011 non lo erano affatto: l'edizione 2026 ha una sezione dedicata ai prodotti senza zucchero, senza lattosio, senza glutine e vegani, e le sue radici si possono rintracciare anche qui.

La ChocoFarm: il cioccolato sulla pelle
Il cioccolato, a Eurochocolate, non si mangia soltanto. La ChocoFarm del 2011, ospitata dal Centro Estetico Cacao vicino alla stazione del minimetrò di Pian di Massiano, offriva trattamenti viso e corpo al cioccolato, gratuiti su prenotazione. Il burro di cacao è un ingrediente noto della cosmesi per le sue proprietà emollienti, e i trattamenti al cacao erano già da qualche anno una piccola moda del benessere. Partecipava all'iniziativa anche la catena di palestre Virgin Active con alcune promozioni, mentre Acqua Surgiva era l'acqua ufficiale della manifestazione.
La Serata di Gola e gli Eurochocolate Awards
Giovedì 20 ottobre, all'Hotel Giò Jazz Area di Perugia, si tenne la Serata di Gola, la serata degli Eurochocolate Awards, organizzata con la società OKcom, sponsor anche della conferenza stampa. I premi erano assegnati in cinque categorie:
- miglior artigiano italiano;
- miglior produttore straniero;
- special event;
- prodotto più innovativo;
- miglior prodotto editoriale.
La serata si chiudeva con la torta per il diciottesimo compleanno del festival, con diciotto candeline, preparata dalla pasticceria Piselli. Le fonti che abbiamo potuto consultare non riportano l'elenco dei vincitori del 2011: preferiamo quindi non indicarli.
Le banche e il cioccolato
Il 2011 fu anche l'anno in cui il cioccolato entrò, per gioco, nella finanza. La Banca Popolare di Spoleto emise i Chocobond, un'obbligazione sottoscrivibile fino al 31 ottobre con un taglio minimo di 1.000 euro e accompagnata in omaggio da un lingotto di cioccolato al latte. La banca li presentava come i primi bond "a non lasciare l'amaro in bocca". Il Monte dei Paschi di Siena puntava invece sulla tecnologia, con il concorso Krystal iChoc. Le condizioni finanziarie dei Chocobond non sono descritte nelle fonti consultate, e in ogni caso non avrebbe senso riportarle: interessa qui l'idea, molto "Eurochocolate", di accostare il cioccolato a un prodotto apparentemente lontanissimo dal mondo dei dolci.
Quali Paesi del cacao c'erano a Eurochocolate World 2011?
Accanto alla festa, Eurochocolate ha sempre coltivato un filone più serio, dedicato a chi il cacao lo coltiva. Nel 2011 questo filone si chiamava Eurochocolate World ed era ospitato nei sotterranei della Rocca Paolina. Era una sezione internazionale con il patrocinio dell'ICCO, l'Organizzazione internazionale del cacao, e di FairTrade Italia, e prevedeva incontri, degustazioni e attività per bambini dedicate ai Paesi produttori.
Il Venezuela, Paese ospite
Il Paese ospite del 2011 era il Venezuela, scelto per il suo cacao Criollo. Partecipavano anche la Colombia, la Costa Rica, l'Ecuador, l'Honduras, l'Indonesia, il Perù e lo Sri Lanka. Secondo Latitudes, nelle edizioni precedenti erano stati ospiti il Ghana, l'Indonesia e il Messico.
La scelta del Venezuela non era casuale. Il Paese sudamericano è considerato una delle patrie storiche del cacao fine, e il nome "Criollo" è legato in modo particolare alla sua storia agricola. Nel programma di Cioccolato a 360°, la degustazione di mezzogiorno era dedicata proprio al cioccolato venezuelano.
Che cos'è il Criollo
Nel linguaggio tradizionale del cacao si distinguono tre grandi gruppi: il Criollo, il Forastero e il Trinitario, un ibrido tra i primi due nato, secondo la tradizione, sull'isola di Trinidad. Questa classificazione è stata in parte superata dagli studi genetici più recenti, che riconoscono un numero maggiore di gruppi, ma resta il riferimento più diffuso nel mondo del cioccolato.
Il Criollo è da sempre la varietà più pregiata. Ha fave chiare, spesso di colore avorio o rosa pallido, un'amarezza contenuta e aromi delicati e complessi, con note che possono ricordare la frutta secca, il caramello, i frutti rossi. È però una pianta delicata, meno produttiva e più vulnerabile alle malattie: per questo rappresenta una piccola parte del cacao coltivato nel mondo, mentre la maggior parte della produzione, concentrata in Africa occidentale, appartiene al gruppo dei Forastero. Si capisce allora perché un festival che nel 2011 voleva parlare di qualità e di differenziazione del mercato avesse scelto come ospite proprio il Paese del Criollo.

Il summit "In the HeartH of Chocolate"
Il momento più importante di Eurochocolate World era il summit internazionale "In the HeartH of Chocolate", giunto nel 2011 alla quarta edizione. Si tenne mercoledì 19 ottobre alle 9.30 nella Sala del Consiglio Provinciale di Perugia, nel Palazzo della Provincia affacciato su Piazza Italia. Il titolo sembra giocare su due parole inglesi: heart, cuore, e hearth, focolare, e le fonti dell'epoca lo scrivono proprio così, con la "H" finale maiuscola.
Il tema del 2011 era "Cocoa of excellence: flavour qualities for a development of the market differentiation", cioè il cacao d'eccellenza e le qualità aromatiche come leva per differenziare il mercato. Secondo il programma pubblicato da Umbria24 il summit era moderato da Pierre Etoa Abena; il comunicato ufficiale lo cita insieme all'ICCO, senza specificare il ruolo. Le fonti non riportano l'elenco completo dei relatori né le conclusioni dell'incontro.
Il direttore generale di Eurochocolate, Bruno Fringuelli, definiva il summit un appuntamento "molto atteso" dalle associazioni di produttori e sottolineava l'attenzione del festival per le filiere equo-solidali.
Perché la qualità del cacao era un tema nel 2011
Il titolo del summit si capisce meglio ricordando quanto detto sul contesto. La crisi ivoriana dell'inizio del 2011 aveva mostrato quanto la filiera mondiale dipendesse da pochi grandi produttori di cacao "di massa", e quanto fosse esposta a shock politici e climatici. Per i Paesi produttori più piccoli, in particolare quelli dell'America Latina e dell'Asia presenti a Perugia, la strada più promettente era quella della qualità: un cacao fine, con caratteristiche aromatiche riconoscibili, legato a un'origine precisa, che potesse spuntare prezzi più alti e garantire ai coltivatori un reddito migliore.
È la stessa logica che, negli anni successivi, ha alimentato il successo del cioccolato "monorigine" e dei produttori bean-to-bar, quelli che seguono l'intero processo dalla fava alla tavoletta. Nel 2011 queste parole erano ancora riservate agli addetti ai lavori; oggi si trovano sulle confezioni del supermercato. A Perugia, nel 2025, ha aperto la Città del Cioccolato con una propria fabbrica bean-to-bar: un'evoluzione di cui il summit del 2011 era, a suo modo, un'anticipazione.
Il ChocoDay del 12 ottobre
Due giorni prima dell'apertura, il 12 ottobre, si celebrava il ChocoDay, la Giornata nazionale del cacao e del cioccolato. L'iniziativa promuoveva il "cioccolato buono", cioè fatto soltanto con burro e massa di cacao, senza grassi vegetali diversi, e prodotto nel rispetto di valori etici e sociali. Secondo Tuttoggi, il ChocoDay aveva il patrocinio di tre ministeri, dell'ICCO, dell'ICE, della Fondazione Symbola e dell'ACU, e la collaborazione del Movimento Consumatori, di FairTrade Italia e dell'azienda ICAM.
Il riferimento ai grassi vegetali aveva un preciso significato. Una direttiva europea del 2000, recepita in Italia nel 2003, consente di aggiungere al cioccolato fino al 5% di grassi vegetali diversi dal burro di cacao, indicandolo in etichetta; i sostenitori del "cioccolato puro" chiedevano di valorizzare i prodotti che non ricorrono a questa possibilità. Era un dibattito molto vivo in quegli anni, e il ChocoDay ne era una delle espressioni.
Equoscuola e il cacao equo
Eurochocolate World non parlava solo agli esperti. Nella Rocca Paolina si teneva anche Equoscuola, un percorso didattico per le scuole sul cioccolato equo e solidale, che comprendeva una visita all'area dei Paesi produttori. Per molti bambini era la prima occasione per scoprire che il cioccolato nasce da un frutto tropicale, coltivato da famiglie contadine a migliaia di chilometri di distanza, e che il prezzo pagato per una tavoletta ha effetti concreti sulla vita di chi coltiva il cacao.
Dalla cabossa alla tavoletta
Per chi visitava Eurochocolate World, la domanda più frequente era la più semplice: come si passa da un frutto tropicale a una tavoletta? Il percorso, in sintesi, è questo. Le cabosse, i grandi frutti che crescono direttamente sul tronco e sui rami principali dell'albero del cacao, vengono raccolte e aperte. Le fave, avvolte in una polpa bianca e zuccherina, vengono messe a fermentare per alcuni giorni, spesso in cassette o sotto foglie di banano: è in questa fase che nascono i precursori degli aromi del cioccolato. Poi le fave vengono essiccate, di solito al sole, e spedite ai produttori di cioccolato.
Qui comincia la seconda parte del viaggio: tostatura, sgusciatura, macinazione fino a ottenere la massa di cacao, poi l'aggiunta di zucchero (e di latte, per il cioccolato al latte), il concaggio, cioè un lungo rimescolamento che affina la consistenza e gli aromi, e infine il temperaggio, che dà al cioccolato la sua lucentezza e lo "spezzare" netto. Ogni passaggio influisce sul risultato, ma la qualità della materia prima, la varietà, il terreno, la fermentazione, resta decisiva: è esattamente ciò di cui parlava il summit del 2011. Per approfondire, la nostra guida al cioccolato a Eurochocolate racconta il cacao dalle origini ai giorni nostri.

Famiglie, scuole e inclusione: un'edizione per tutti
Se c'è un aspetto in cui l'edizione 2011 ha lasciato un segno particolare, è l'attenzione a pubblici diversi: i bambini delle scuole, le famiglie nei fine settimana, le persone con disabilità sensoriali, i celiaci, i diabetici. Molte di queste iniziative erano novità assolute per il festival.
Le scuole: dall'ABC del Cioccolato ai Pasticcioni
Nei giorni feriali il festival apriva le porte alle classi. Il programma prevedeva:
- ABC del Cioccolato, per le scuole dell'infanzia, dal 14 al 21 ottobre nei giorni feriali alle 9.30;
- A lezione di cioccolato, per la scuola primaria, nei giorni feriali alle 11, con la ChocoTaster Monica Meschini;
- Equoscuola, nella Rocca Paolina, dedicata al cioccolato equo e solidale, con visita all'area di Eurochocolate World;
- I Pasticcioni, sempre nella Rocca Paolina, laboratori in cui i bambini preparavano biscotti e dolcetti;
- i corsi per "pasticceri in erba" e i laboratori ludico-didattici di Emi, gruppo della grande distribuzione.
L'idea di fondo era la stessa che ritroviamo nelle edizioni recenti: approfittare della curiosità che il cioccolato suscita nei bambini per insegnare qualcosa sulla sua origine, sulla geografia dei Paesi produttori, sulla trasformazione delle materie prime, e anche sul lavoro manuale in cucina.
Borgo Bello & Buono
Nei due fine settimana del 15-16 e del 22-23 ottobre la festa si allargava al quartiere di Borgo Bello, la parte della città che dal Corso Cavour scende verso Borgo XX Giugno e la Basilica di San Pietro, con "Borgo Bello & Buono", un programma "in formato famiglia" organizzato con le realtà del quartiere. Secondo i programmi dell'epoca comprendeva:
- giocolieri e artisti di strada;
- il progetto Play, rivolto ai bambini da 0 a 12 anni, con attività nei negozi del quartiere, un'Area Play ai Giardini del Frontone e perfino un servizio di "marsupio di cortesia" per le famiglie con i più piccoli;
- "Ciock'è Tipico", con la gastronomia umbra e un'area dedicata a funghi e tartufi nel Chiostro di San Domenico;
- "Eurochocolate in Abbazia", a cura dell'Associazione Abbazia San Pietro, con i Cioccorelli, mostre e visite guidate su prenotazione;
- "BorgoBello in Bici", un tour in bicicletta in quattro tappe;
- il "Cioccola-Taxi", una navetta gratuita in Lambretta con il Lambretta Club Umbria, domenica 16 e domenica 23 ottobre.
La vecchia pagina di questo sito ricordava che l'iniziativa si ripeteva in entrambi i fine settimana. È interessante notare come Borgo Bello & Buono portasse il festival fuori dal suo asse tradizionale, Corso Vannucci e Piazza IV Novembre, verso un quartiere ricchissimo di monumenti ma meno frequentato dai visitatori: la Basilica di San Domenico con il Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria, la Basilica di San Pietro con il suo coro ligneo intarsiato, i Giardini del Frontone. È un esempio precoce di quella "diffusione" del festival nella città che le amministrazioni e gli organizzatori hanno discusso spesso negli anni successivi.
Il trenino Motta Rossa
Per i più piccoli una delle attrazioni più amate era il trenino Motta Rossa con l'orsetto Birillo, che girava per il centro con tappe in Piazza Danti, Piazza Italia, Piazza del Circo e ai Giardini del Frontone. Un modo divertente, per i bambini e per i genitori stanchi, di passare da un capo all'altro del festival.

La Giornata Divergente
Lunedì 17 ottobre il festival dedicava una giornata intera alle persone non udenti e non vedenti: la Giornata Divergente. Il programma prevedeva degustazioni accompagnate da personale esperto, pensate per far scoprire il cioccolato attraverso i sensi disponibili. Il nome era una scelta di comunicazione precisa: non "giornata per i disabili", ma una giornata in cui ci si avvicina al cioccolato da un punto di vista diverso.
Il cioccolato, del resto, si presta bene a un'esperienza che va oltre la vista. Il suono secco della tavoletta che si spezza è un indizio di temperaggio corretto; il profumo, che si coglie meglio scaldando un pezzetto tra le dita, racconta molto dell'origine del cacao; la consistenza sul palato, la velocità con cui si scioglie, la persistenza degli aromi sono tutti elementi che un degustatore esperto valuta prima ancora di guardare il colore. Quattro anni prima, nel 2007, il festival aveva già proposto le degustazioni al buio di Lindt nei sotterranei della Rocca Paolina; la Giornata Divergente del 2011 portava quell'intuizione su un piano diverso, quello dell'inclusione.
Diabete e cioccolato: la tavola rotonda del 18 ottobre
Martedì 18 ottobre, alle 11, nella Sala della Vaccara del Palazzo dei Priori, si tenne una tavola rotonda su diabete e cioccolato, nell'ambito della campagna "Buon Compenso del Diabete" promossa dall'IDF, la Federazione internazionale del diabete, e da Diabete Italia, con il patrocinio del Ministero della Salute e il contributo non condizionato di Sanofi. A moderare l'incontro era la giornalista del Tg1 Emanuela Lucchini.
Il messaggio, per quanto possiamo ricostruirlo dalle presentazioni, era quello del "buon compenso": per molte persone con diabete un piccolo piacere come un quadratino di cioccolato non è necessariamente vietato, se inserito in un'alimentazione equilibrata e concordato con il proprio medico. Le fonti consultate non riportano le conclusioni dell'incontro, e non è questa la sede per consigli medici: resta il fatto che un festival del cioccolato abbia scelto di affrontare apertamente il tema, invece di ignorarlo.
Attenzione anche agli amici a quattro zampe
Un'ultima curiosità "inclusiva", in chiave leggera: il Dog Choco Stand di Vitakraft in Corso Vannucci, con snack e praline per cani. Il cioccolato vero è pericoloso per i cani, e un'area con prodotti dedicati permetteva ai proprietari di far partecipare anche loro alla festa senza rischi.
Cultura, libri e incontri a Eurochocolate 2011
Il 2011 ha avuto anche un programma culturale ricco, che affiancava la festa con incontri letterari, una mostra, un premio di laurea e iniziative dedicate al turismo rurale.
Cioccolata con l'Autore
Ogni giorno alle 18, nella sede della Banca Popolare di Spoleto in Corso Vannucci 30, si teneva "Cioccolata con l'Autore", un ciclo di incontri con scrittori italiani e stranieri, condotto da Matteo Grandi. Il calendario pubblicato da Umbria24 era questo:
| Data | Ospite | Libro |
|---|---|---|
| Venerdì 14 | Antonella Fassi, su Susan Shapiro | La Terapia dei dolci |
| Sabato 15 | Fabio Picchi | Il segreto della mezzaluna |
| Domenica 16 | Katia Prando, su Menna Van Praag | Uomini, Soldi e cioccolato |
| Lunedì 17 | Pier Francesco Listri | Mastro Pasticcio |
| Martedì 18 | Chloé Doutre-Roussel | The Chocolate Connoisseur |
| Mercoledì 19 | Maricel Presilla | The New Taste of Chocolate |
| Giovedì 20 | Camilla Baresani e Gianluca Franzoni | Alla ricerca del cacao perduto |
| Venerdì 21 | Riccardo Mascambruno | Indietro un altro |
| Sabato 22 | Deborah Papisca | Di materno avevo solo il latte |
| Domenica 23 | Valentina Gigli | Dolci e Decorazioni |
Il comunicato ufficiale indica per domenica 16 direttamente Menna Van Praag, mentre il programma di Umbria24 parla di una presentazione affidata a Katia Prando; riportiamo entrambe le versioni.
La lista mescola registri diversi, ed è proprio questo il suo fascino. Ci sono romanzi leggeri e libri di cucina, ma anche alcuni testi fondamentali della cultura del cioccolato. Chloé Doutre-Roussel, degustatrice francese, è l'autrice di The Chocolate Connoisseur, una guida alla degustazione molto citata dagli appassionati. Maricel Presilla, chef e storica dell'alimentazione di origine cubana, ha firmato The New Taste of Chocolate, un libro di riferimento sulla storia naturale e culturale del cacao, con un'attenzione particolare alle varietà e alle origini latinoamericane: perfetto nell'anno in cui il Venezuela era Paese ospite. E Alla ricerca del cacao perduto, scritto dalla giornalista e scrittrice Camilla Baresani con Gianluca Franzoni, fondatore dell'azienda di cioccolato Domori, nota per il lavoro sul cacao Criollo, era in perfetta sintonia con il tema del summit di quell'anno. Lo chef fiorentino Fabio Picchi, del Cibrèo, presentava invece Il segreto della mezzaluna, edito da Mondadori, lo stesso giorno in cui a Perugia si presentava la guida all'agriturismo umbro.
"Chicchere oggi" al Museo del Vino di Torgiano
Dal 14 ottobre al 20 novembre il Museo del Vino di Torgiano, il MUVIT della Fondazione Lungarotti, ospitava la mostra "Chicchere oggi", dedicata alla cioccolata in tazza e alla ceramica contemporanea. Secondo Tuttoggi, la mostra si ispirava a un'incisione di Bartolomeo Pinelli e vi esponevano quattro artisti: Riccardo Biavati, Ubaldo Grazia, Nino Caruso e Giorgio Crisafi.
La "chicchera" è la tazzina da cioccolata, oggetto che nel Settecento divenne simbolo di un rito sociale raffinato: la cioccolata calda era la bevanda dei salotti, delle conversazioni, dei corteggiamenti. Le grandi manifatture europee di porcellana e maiolica produssero chicchere, cioccolatiere e "trembleuse", tazze con piattino a incastro per non far tremare la bevanda. Che una mostra su questo tema si tenesse proprio a Torgiano, a pochi chilometri da Deruta e dalla sua tradizione ceramica, aveva perfettamente senso; e il richiamo alla memoria del rito settecentesco, reinterpretata da ceramisti contemporanei, era un'altra declinazione, forse la più elegante, di "non si vive di soli ricordi".

Il cioccolato ai tempi del Web 2.0
Il 2011 fu anche il primo anno in cui il festival puntò in modo strutturato sui food blogger. Con il titolo "Il cioccolato ai tempi del Web 2.0", un gruppo di blogger di cucina italiane seguiva l'evento in diretta, coordinato dalla giornalista Francesca Martinengo, mentre il maestro cioccolatiere Simone De Castro proponeva ricette al cioccolato e Kodak curava le fotografie. Le fonti non concordano sul numero: Tuttoggi parla di dieci tra le principali food blogger italiane, Umbria24 e Italia Squisita di dodici.
Turismo, agriturismo e territorio
L'edizione 2011 dava spazio anche all'Umbria oltre il cioccolato. L'iniziativa "Umbria. Non solo cioccolato", con la Regione e l'APT, valorizzava i prodotti del territorio e gestiva l'Infopoint di Pian di Massiano. Sabato 15 ottobre alle 10.30, nella sede della Banca Popolare di Spoleto, fu presentata la guida "Ri-Conoscere l'Agriturismo in Umbria", realizzata dalla CIA Umbria con Turismo Verde e il sostegno della Regione: secondo Umbria24 intervenivano Domenico Brugnoni della CIA Umbria, l'assessora regionale all'Agricoltura Fernanda Cecchini, Giampiero Rosati di Turismo Verde, Eugenio Guarducci e il conduttore televisivo Patrizio Roversi.
Completavano il quadro due raduni: il Camper Choco Rave, alla sesta edizione, con l'Associazione Campeggiatori Perugini e soggiorni nei due fine settimana, e "Il Cioccolato si mette in moto", motoraduno nazionale alla nona edizione, organizzato dal Motoclub Perugia a Torgiano il 22 e 23 ottobre.
Il premio "Ale Eurochocolate"
Un'iniziativa meno visibile ma toccante era il premio di laurea "Ale Eurochocolate", dedicato alla memoria di Alessandro Loreti e destinato alla migliore tesi sul marketing territoriale e sull'organizzazione di grandi eventi nella Facoltà di Economia dell'Università di Perugia. Anche questo, in fondo, era un modo di non vivere "di soli ricordi": trasformare una memoria personale in un'opportunità per i giovani.
Perugia da vedere sulle tracce del 2011
Chi visita Perugia oggi può ripercorrere i luoghi dell'edizione 2011 come un piccolo itinerario. Si può partire dalle scale mobili della Rocca Paolina, attraversando i sotterranei che ospitarono Eurochocolate World, salire in Piazza Italia e affacciarsi dai Giardini Carducci sulla valle verso Assisi. Poi lungo Corso Vannucci, dove si tennero le sculture, fino a Piazza della Repubblica e al Teatro Pavone, il Teatro dei Golosi della maxi cornice, e su fino a Piazza IV Novembre, con la Fontana Maggiore, la Cattedrale e il Palazzo dei Priori, dove nella Sala della Vaccara si parlò di diabete e cioccolato e dove oggi ha sede la Galleria Nazionale dell'Umbria.
Chi ha più tempo può scendere lungo Corso Cavour verso Borgo Bello, con la Basilica di San Domenico e il suo chiostro, il Museo Archeologico Nazionale, i Giardini del Frontone e la Basilica di San Pietro: i luoghi di Borgo Bello & Buono. E chi viaggia in auto o con un tour organizzato può aggiungere San Sisto e la Casa del Cioccolato Perugina, dove fu esposta l'Italia di cioccolato, o spingersi a Torgiano, sede della mostra sulle chicchere. Tutti questi luoghi sono descritti nella nostra guida a Perugia.
L'eredità di Eurochocolate 2011 e il confronto con il 2026
Che cosa raccontavano le cronache
Le cronache dei giorni del festival descrivono un'edizione partita bene. Il giorno dell'apertura, venerdì 14 ottobre, Umbria24 raccontava il taglio della torta in piazza, il centro chiuso al traffico, i treni e il minimetrò affollati, il sole e la tramontana fredda. Due titoli dei giorni successivi danno il tono del primo fine settimana: PerugiaToday scriveva di "grande affluenza per il primo week-end", mentre il sito Umbrialeft titolava "il bilancio del primo weekend: è boom di stranieri". Non siamo riusciti a consultare il testo integrale di questi due articoli, e quindi non ne riportiamo i numeri.
Per quanto riguarda il bilancio complessivo, le fonti che abbiamo potuto consultare non riportano un dato finale ufficiale sui visitatori dell'edizione 2011. Umbria24, nell'articolo del giorno di apertura, ricordava che l'edizione 2010 aveva contato un milione di visitatori in dieci giorni; una rivista di viaggi americana, presentando l'edizione 2011, parlava più genericamente di "centinaia di migliaia" di visitatori attesi; secondo una cronaca di Fanpage, l'edizione 2012 avrebbe superato il milione. Sono stime, come tutti i numeri sui visitatori di un evento a ingresso libero in un centro storico, ma danno un'idea della dimensione raggiunta dal festival in quegli anni. Allo stesso modo, non abbiamo trovato resoconti di polemiche specifiche legate all'edizione 2011: se ce ne sono state, non emergono dalle fonti consultate.
Ciò che il 2011 ha lasciato
Guardata a distanza di quindici anni, Eurochocolate 2011 appare come un'edizione di passaggio, in cui convivevano il festival "classico" dei grandi marchi e delle installazioni spettacolari e alcuni germi di quello che il festival sarebbe diventato.
Il primo lascito è l'Italia di cioccolato, che sarebbe tornata a Perugia due anni dopo, nel 2013, per la ventesima edizione, con un'iniziativa legata all'occupazione giovanile: ne parliamo nella pagina di Eurochocolate 2013. Il secondo è l'attenzione alla tecnologia: l'app con la cornice virtuale, la pagina FaceCiok, il concorso iChoc e i food blogger erano il preludio diretto del tema del 2012, "iChoc, Applichiamoci", raccontato nella pagina di Eurochocolate 2012. Il terzo è l'inclusione: le degustazioni senza glutine, la Giornata Divergente e la tavola rotonda sul diabete hanno aperto una strada che il festival ha percorso a lungo. Il quarto è la filiera: il summit sulla qualità del cacao e la scelta del Venezuela anticipavano un interesse per l'origine e il bean-to-bar che oggi è al centro del festival.
Eurochocolate 2011 e Eurochocolate 2026 a confronto
Il confronto con l'edizione in arrivo, Eurochocolate 2026, in programma dal 13 al 22 novembre 2026 con il tema "Fate Dolci" e la Calabria come prima Regione Ospite, aiuta a misurare la strada fatta.
| Eurochocolate 2011 | Eurochocolate 2026 | |
|---|---|---|
| Edizione | 18ª | 32ª |
| Periodo | 14-23 ottobre | 13-22 novembre |
| Tema | "Non si vive di soli ricordi" | "Fate Dolci" |
| Ospite | Venezuela, Paese ospite di Eurochocolate World | Calabria, prima Regione Ospite |
| Luogo simbolo del cacao | Casa del Cioccolato Perugina, San Sisto | Città del Cioccolato, ex Mercato Coperto |
| Esigenze alimentari | Prime degustazioni senza glutine, focus diabete | Sezione per prodotti senza zucchero, lattosio, glutine e vegani |
| Famiglie | Borgo Bello & Buono, Equoscuola, Pasticcioni | Fate Lab e Spazio Fate Dolci |
Entrambi i temi giocano sul doppio senso, ma in direzioni diverse. Nel 2011 il festival rifletteva su se stesso e sul Paese: la memoria, il compleanno, l'anniversario. Nel 2026 "Fate Dolci" è un imperativo, un invito a mettere le mani in pasta, con un registro fiabesco che parla ai bambini. In mezzo ci sono quindici anni in cui Eurochocolate è passato da vetrina dei grandi marchi a festival dell'esperienza, ha traslocato per alcuni anni al chiuso a Umbriafiere e poi è tornato nel centro storico, spostando le date da ottobre a novembre.
Curiosamente, il luogo più "nuovo" del 2026, la Città del Cioccolato, occupa l'ex Mercato Coperto, lo stesso edificio dalla cui terrazza nel 2011 Spalm Beach offriva la sua cioccolata spalmata sul pane umbro. E il Venezuela del Criollo, ospite d'onore di allora, ha oggi un ideale erede nella formula della Regione Ospite: allora si guardava ai Paesi del cacao, oggi anche ai prodotti italiani che con il cacao si sposano, dal bergamotto al peperoncino.
Per scoprire che cosa offre la nuova edizione, consulta il programma di Eurochocolate 2026 e la pagina degli eventi di Eurochocolate 2026.

Tornare a Perugia per Eurochocolate
Chi ha vissuto l'edizione 2011 ricorda la cornice di cioccolato, l'Italia fondente, la ChocoCard da sei euro. Chi non c'era può ritrovarne lo spirito nelle strade di sempre, da Corso Vannucci alla Rocca Paolina. Club Magellano organizza viaggi in pullman per Eurochocolate con partenze da diverse città italiane: è un'agenzia indipendente, che non è collegata all'organizzazione del festival e propone i viaggi in totale autonomia. Per chi preferisce fermarsi più giorni ci sono le soluzioni con pernottamento descritte nella pagina Hotel per Eurochocolate.
Vivi Eurochocolate 2026 con Club Magellano
Viaggi in pullman da molte città italiane per la 32ª edizione, dal 13 al 22 novembre 2026, con tempo libero nel centro storico di Perugia. Scopri le date e le formule disponibili.
Le proposte aggiornate sono nella pagina delle offerte per Eurochocolate, e per sapere chi siamo puoi leggere la presentazione di Club Magellano. Per ripercorrere la storia del festival edizione per edizione, torna alla pagina delle edizioni passate di Eurochocolate.
Domande frequenti
Quando si è svolto Eurochocolate 2011?
La diciottesima edizione di Eurochocolate si è svolta nel centro storico di Perugia dal 14 al 23 ottobre 2011. Era stata preceduta da un'anteprima all'Aquila l'8 e 9 ottobre e dal ChocoDay, la giornata nazionale del cioccolato di qualità, il 12 ottobre.
Qual era il tema di Eurochocolate 2011?
Il claim era "Non si vive di soli ricordi". Giocava sul detto "non si vive di solo pane" e accompagnava l'anno in cui il festival compiva diciotto anni, diventando "maggiorenne", e in cui l'Italia celebrava i 150 anni dell'Unità.
Che cos'era l'Italia di cioccolato del 2011?
Una grande scultura di cioccolato fondente che riproduceva la penisola con venti monumenti, uno per regione, realizzata dal team di Andrea Gaspari per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Le cronache del 2011 la descrivono lunga 13,5 metri e pesante 14 tonnellate; era esposta alla Casa del Cioccolato Perugina di San Sisto.
Cos'era la maxi cornice di cioccolato?
Una cornice di cioccolato di 2 metri per 3 e 400 chili, illuminata da una Choco Lamp alta 6 metri, allestita con Kodak nel Teatro Pavone, ribattezzato Teatro dei Golosi. I possessori della ChocoCard potevano farsi fotografare al suo interno.
Quanto costava la ChocoCard nel 2011?
Secondo le presentazioni dell'epoca costava 6 euro e dava diritto a omaggi, tra cui la ChocoCornice da 200 grammi, a sconti negli stand e negli esercizi convenzionati e alla partecipazione al concorso ChocoCard.
Qual era il Paese ospite di Eurochocolate World 2011?
Il Venezuela, con il suo cacao Criollo. Nell'area della Rocca Paolina erano presenti anche Colombia, Costa Rica, Ecuador, Honduras, Indonesia, Perù e Sri Lanka.
Quando si sono tenute le sculture di cioccolato nel 2011?
Domenica 16 ottobre 2011 in Corso Vannucci. Quattro scultori hanno lavorato blocchi di cioccolato fondente da un metro cubo ispirandosi al claim dell'edizione.
Eurochocolate 2011 aveva iniziative per celiaci e diabetici?
Sì. Per la prima volta c'erano degustazioni di cioccolato senza glutine, con un'area gluten free curata da AIC Umbria, e il 18 ottobre si è tenuta a Palazzo dei Priori una tavola rotonda su diabete e cioccolato.
Quanti visitatori ha avuto Eurochocolate 2011?
Le fonti che abbiamo potuto consultare non riportano un bilancio finale ufficiale dell'edizione 2011. Le cronache parlano di grande affluenza nel primo fine settimana e ricordano che l'edizione 2010 aveva contato circa un milione di visitatori.
Che cos'erano i Chocobond?
Un'obbligazione emessa dalla Banca Popolare di Spoleto in occasione del festival, sottoscrivibile fino al 31 ottobre 2011 con un taglio minimo di 1.000 euro e accompagnata in omaggio da un lingotto di cioccolato al latte.
