16 – 25 Ottobre 2020

Si precisa che la nostra società non è collegata in alcun modo con la società che organizza Eurochocolate, ma propone e organizza in totale autonomia i viaggi per visitare la manifestazione

L'arte del mâitre chocolatier

Chi non vorrebbe trasformare la propria passione per la cioccolata in un vero e proprio lavoro, con tanto di lauta retribuzione?

Il mâitre chocolatier è un mestiere che necessita di passione, talento e di un palato raffinatissimo, con cui unire le giuste percentuali di elementi per miscelare nocciole, mandorle, granelle, polveri, ripieni vari, per poi scoprire e comporre sempre nuovi sapori esclusivi e particolari. Diventarlo, purtroppo però, non è per nulla facile: si può iniziare frequentando corsi o seminari organizzati durante le famosi manifestazioni dedicate a questo settore, come l’Eurochocolate la più grande rassegna italiana sul cioccolato che si tiene ogni anno a ottobre nella città di Perugia. Oltre a seguire a questi workshop, si potrebbe raggiungere l’obiettivo rivolgendosi alle numerose e famose aziende cioccolatiere presenti in tutta Italia. In Toscana in particolare, le aziende selezionano pochi eletti per formarli a questa professione, in questo campo però la concorrenza è spietata.

I 5 motivi:

  • Viaggiare. Questo mestiere permette di visitare le numerose piantagioni di cacao dislocate in giro per il mondo, sempre sponsorizzati dalle aziende cioccolatiere.

  • Ottimi guadagni. Essendo un lavoro per pochi, i guadagni lieviteranno, in particolare per chi è in possesso di un palato capace di distinguere e miscelare ogni elemento.

  • Il cioccolato. Il fortunato avrà la possibilità di lavorare con un alimento incredibile e dalle caratteristiche uniche.

  • Passione. Un mâitre chocolatier deve amare i dolci ed in particolare il cioccolato, poter trasformare la propria passione culinaria in un lavoro è una possibilità incredibile.

  • Talento. Olfatto e gusto verranno formati, come quelli di un sommelier, fino ad arrivare a livelli sopraffini. Tutto questo però non basta, bisogna saper lavorare in team e non affidarsi completamente ai propri sensi.

Come si diventa maestri nell’arte del cioccolato ?

Come si è detto, quella del mâitre chocolatier è una strada lunga e tortuosa ed oltre ad iniziare con un generico corso di pasticceria, si può provare con la frequentazione di corso accademico apposito come quello di Scienze Gastronomiche, presso l’Università di Pollenzo, in Piemonte. Una laurea naturalmente avrà maggior peso rispetto a dei semplici corsi, ma i costi saranno naturalmente elevati. In più a tutto questo, anche la famosa Maison du Chocolat, con sedi in Lombardia, Lazio e Liguria, organizza ogni anno un corso che permetterà agli iniziati di distinguere dal semplice cioccolato puro fino al gelato e all’alta pasticceria. In ogni seminario non mancheranno informazioni tecniche, sulla lavorazione del cacao, i franchising e tanto altro ancora. Insomma, l’arte del cioccolato a tutto tondo non avrà più segreti per il futuro mâitre.

Dopo questi primi step, capaci di fornire le fondamenta del mestiere, sarebbe l’ideale spostarsi sul campo, facendo un tirocinio presso un mâitre chocolatier. Lavorare con un professionista affermato, permetterà di far maturare le conoscenze e ampliarle, grazie ai segreti di cui verrà messo a parte.

Scegliere il cioccolato non è un semplice mestiere, ma una raffinatissima arte che parte dalla scelta della singola fava di cacao. Si racconta che la stessa regina Maria Antonietta non lasciasse mai il palazzo reale senza il mâitre chocolatier di fiducia. Questa figura lavorativa infatti, ha antiche origini, fin dal lontano XVIII secolo.

Per chi volesse iniziare da una golosa lettura, per approfondire il tema della storia del cioccolato, è stato realizzato con la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, un testo ancora attuale e squisitamente documentato: Il cioccolato mestiere d’arte di Patrizia Sanvitale, Ed. Il Saggiatore.