19 – 28 Ottobre 2018

Si precisa che la nostra società non è collegata in alcun modo con la società che organizza Eurochocolate, ma propone e organizza in totale autonomia i viaggi per visitare la manifestazione

Cioccolato a regola d’arte: il cacao nella pittura, nella scultura e nel teatro

Cioccolato a regola d’arte: sculture al profumo di cacao

Perché si parla di cioccolato a regola d’arte? Perché esiste una vera e propria tecnica plastica nell’arte della cioccolata. Oltre alle creazioni dei più famosi mastri cioccolatieri che, insieme ai differenti e ricercati gusti, offrono alla propria clientela sempre nuove forme, belle anche per la vista oltre che per il palato (ricordate le scarpette di cioccolato di cui parlavamo nell’articolo della Befana?), c’è una più specifica arte dello scalpello nel cioccolato.

Si tratta della scultura su pasta di cacao: il cioccolato si trasforma in dolce argilla e prendono forma vere e proprie statue di cacao, globi terrestri, giganti buoni (in tutti i sensi) e creazioni, dolci sia per la vista che per il gusto e l’olfatto. Un’esperienza sensoriale a 360 gradi!

Scolpire la pasta di cacao non è certo facile: una volta creata una forma, si possono togliere pezzi di cioccolata ma mai aggiungerli. Non sono previsti errori insomma e la lavorazione dei cubi di cacao richiede precisione, corretta pianificazione dell’opera e molta attenzione. Quello che possiamo sicuramente dire a favore di questa forma di arte è che… nulla andrà sprecato! Dubito che i pezzetti in eccesso non trovino golosi contenti di assaggiarne il dolce sapore. Un’ottima scusa per non buttare via niente e intanto godersi questa splendida composizione artistica, creata nella cioccolata, attraverso il suo dolce prendere forma.

Cioccolato a regola d’arte: il cioccolato nella pittura e… per pitturare!

Ebbene sì, col cioccolato non si può soltanto scolpire… ma anche dipingere! Il cioccolato fondente e quello al latte possono creare splendide opere d’arte pittorica. La prima a utilizzarlo è l’artista perugina Alessia Tunesi.

A proposito di scarti (quelli magari caduti a terra o per altri motivi non mangiabili, come suggerito prima), lei non butta via niente, ma, invece di assaggiarli, li fonde e, attraverso pennelli, spatole, sac à poche e stecchette, stende e disegna il dolce cibo degli dèi su tela. Prendono vita veri e propri quadri ed il risultato è ancora più spettacolare perché la cioccolata, una volta raffreddatasi, crea un’opera tridimensionale e rialzata, tra venature, increspature e diversi effetti di profondità e prospettiva. Grazie ad una ricetta segreta ed elementi aggiunti in fase di preparazione, le opere non si sciolgono con il calore. Un esempio dell’arte di questa pittrice è “Abbraccio fondente”, realizzato nel 2011 con un misto di diversi gusti di cioccolata, che creano chiaro-scuri, ombre, sfumature particolari e una aggiunta di magia a questa opera già di per sé particolarissima.

Cioccolato a regola d'arte- sculture

Un altro famoso pittore del cioccolato è il moscovita Vitali Ponomarev. Utilizzando insieme al cacao anche alcune particolari tinte e dei coloranti naturali provenienti da frutta e fiori, crea quadri unici nel loro genere; riguardo alle sue creazioni, l’artista scrive su Twitter “La tavoletta di cioccolato belga per me è una tela, il cioccolato può essere bianco ma anche venire colorato con la frutta per realizzare le opere, bisogna fare molto velocemente perché il cacao va scaldato affinché il colore attacchi bene, ma si solidifica molto in fretta”. Le sue opere sono molto richieste e ricercate (si finisce addirittura in lista di attesa) e vengono stimate dai 450 euro fino ad oltre i 1000.

Cioccolato a regola d’arte-The Chocolate Girl

Cioccolato a regola d’arte: il cioccolato nei quadri e nei dipinti

Nei quadri, la cioccolata sembra apparire per la prima volta nel diciassettesimo secolo, in un dipinto anonimo che ritrae una dama intenta nel fare un caldo bagno, degustando una buona tazza di cioccolata. Nel ‘700, commissionare un dipinto con la cioccolata presente nella raffigurazione diviene una vera e propria moda nelle ricche famiglie dell’alta borghesia. Un dolce ritratto, creazione di Giuseppe Bonito, vede protagonista Maria Josefa di Spagna (1744-1801) che, con in mano una tazza di cioccolata calda, posa insieme al suo cagnolino da compagnia. Ancora, il famoso “Chocolate Girl” di Jean-Etienne Liotard, ritrae una ragazza che serve cioccolata calda e un bicchiere di acqua su un vassoio di legno.

Il primo esempio del mestiere del cioccolatiere risale agli inizi dell’ ‘800, grazie a Paul Gavarni che ritrae le classi umili intente nel mestiere di pastaio e cioccolataio. La cioccolata viene, infine, introdotta come soggetto anche nelle nature morte, arricchendo i quadri che affrescavano tavole imbandite e banchetti preparati con pregiate bevande, tra le quali immancabile il nostro cibo degli dèi.

Avevamo già introdotto il tema del cioccolato a teatro, ma potrebbe essere un’ottima idea quella di proporre una visita ad una mostra d’arte o durante una performance dal vivo, ancor meglio se sul tema o con esposizione di alcuni quadri con la cioccolata presente nei dettagli (simpatico anche il ricercarla nelle varie tele), con a conclusione una buona degustazione. Un vero e proprio esempio di cioccolato a regola d’arte, insomma!

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Giulia Tolleretti

Nata nel Settembre 1989, sono una bilancia curiosa e innamorata del bello. Unisco la passione per arte, musica, fotografia e viaggi alla mia professione di Psicologa. Scrivo articoli scientifici su stress e salute e collaboro a recensioni di eventi e racconti di viaggi. La scrittura è il mio personale luogo dell’anima, la mia passeggiata al mare, il mio sogno su carta.