18 – 27 Ottobre 2019

Si precisa che la nostra società non è collegata in alcun modo con la società che organizza Eurochocolate, ma propone e organizza in totale autonomia i viaggi per visitare la manifestazione

Cioccolismo

 

Cari “cioccofili” di tutto il mondo, da oggi in poi imparate questa nuova parola: “cioccolismo”: ebbene sì, perché proprio il cioccolato, uno dei cibi più amato di sempre è considerato una vera e propria droga. A dimostrarlo sarebbe uno studio condotto all’Università del Michigan e successivamente pubblicato sulla rivista Current Biology.

La ricerca sul fenomeno del cioccolismo

Lo studio che dimostra che il cioccolato dà dipendenza, e quindi può essere indicato con il termine “cioccolismo”, è stato condotto da Alexandra Di Felicenatonio e dimostra, appunto, che qualsiasi varietà di cioccolato è in grado di originare nel cervello un processo di dipendenza davvero molto simile a quello che provocano le droghe, in particolare l’oppio.

I ricercatori si sono serviti di alcuni ratti ed hanno iniettato un farmaco in una zona particolare del loro cervello (chiamata neostriato). Successivamente all’iniezione, è stato notato come i ratti mangiassero una quantità decisamente maggiore di cioccolatini.

Cioccolismo- Assaggi di cioccolatoLa spiegazione risiede nel fatto che l’assunzione di cacao aveva determinato un innalzamento del livello di encefalina, che è un neurotrasmettitore responsabile della regolazione del dolore e coinvolto nel meccanismo di ricompensa. Non è dunque da escludere che l’encefalina possa influenzarci nell’abuso di sostanze che il nostro cervello usa per calmare il suo bisogno di ricompensa ed attenuazione del dolore. Ci basta pensare che l’area del cervello attivata in modo artificiale dall’encefalina è la stessa che si attiva quando le persone in stato di obesità vedono davanti ai loro occhi degli alimenti particolarmente desiderati e la medesima accesa quando i tossicodipendenti vedono la loro dose di droga.

Il cioccolato è una droga, dunque, perché pare rechi al corpo una sensazione di piacere fisico che induce a consumarlo sempre più spesso, creando appunto il meccanismo della dipendenza. La voglia di consumare cioccolato corre il rischio di diventare compulsiva, in quanto il consumo di cioccolato genera una continua richiesta di cibi zuccherati, così come l’assunzione di droga genera assuefazione e, dunque, vi è sempre bisogno di un quantitativo maggiore per ottenere l’effetto di piacere.

Il cioccolismo: di che cosa si tratta

Con il termine “cioccolismo” si indica la dipendenza patologica dal cioccolato, paragonabile all’alcolismo ed al tabagismo.  Senz’altro il cioccolismo è una dipendenza meno famosa rispetto alle sue colleghe più note (alcolismo e tabagismo) ma, non per questo, meritevole di meno considerazione.

Se infatti è vero che il cioccolato non presenta i medesimi effetti di alcool, fumo e sostanze stupefacenti, è altresì evidente che l’incapacità di controllare il proprio bisogno di cibarsi di qualcosa è strettamente correlato al disturbo dei disordini alimentari. Questa bizzarra dipendenza, infatti, colpisce maggiormente le donne ed è più comune nei paesi occidentali, così come accade per i disturbi alimentari.

I ricercatori dell’istituto di neuroscienze del consiglio nazionale delle ricerche di Cagliari hanno condotto una ricerca sperimentale su alcuni ratti. La ricerca era volta ancora una volta a dimostrare che il cioccolato è una droga poiché considerato gratificante dal cervello.

Cioccolismo- CioccolatiniAll’interno delle gabbie, i topi avevano a disposizione una levetta ed un dispensatore di liquidi. Dieci pressioni sulla levetta attivavano il dispensatore, facendo sì che esso erogasse cioccolato per cinque secondi. Una volta intuito il meccanismo, i ratti hanno premuto la leva 800/1000 volte in venti minuti, consumando così 30 millilitri di cioccolato. Come possibilità di contrasto, i ricercatori introducono il Rimonabant, un inibitore selettivo del recettore CB1 degli endocannabinoidi, utilizzato in alcuni paesi come farmaco per il controllo dell’appetito. I ricercatori riscontrano come la somministrazione dell’inibitore riduca drasticamente la volontà dei topi di cibarsi del cioccolato, quella che prima era la loro droga.

Dunque è stato dimostrato come farmaci di questo tipo, e cioè che agiscano contro il recettore in questione, possano essere d’aiuto per sconfiggere il cioccolismo.